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Mancano circa trenta giorni a Natale e pertanto è tempo di tirare in mezzo il presepe. Se non se ne possiede uno e non si è intenzionati a comprarlo si può provare a costruirlo. Per iniziare bisogna avere ben chiaro cosa si intende realizzare. Nella tradizione popolare del persepe napoletano esso rappresenta un paesaggio montano impermeato sulla grotta della natività che è al centro della scenografia. Il materiale che si può utilizzare è composto da pezzi di sughero e/o carta pesta o entrambi i materiali. Si parte generalmente da un disegno di massima che poi si prova a realizzare sfruttando i materiali suddetti. Il tutto lo si realizza su di un piano di compensato abbastanza robusto per sostenere il peso della realizzazione. Sulla tavola si realizza con legnetti una struttura su cui si posizioneranno i pezzi di sughero per rappresentare le colline ed al centro di tutto si realizza la grotta del Bambino Gesù. I pezzi di sughero si ancorano al legno con sottile fil di ferro e le connessione tra i vari pezzi di sughero si riempiono con carta di giornale spugnata nella colla. Realizzata la grotta ed il paesaggio collinare sovrastante si vernicia il tutto con vernici ad acqua con toni di terra ombra, verde e bianco per simulare il terreno, gli alberi, la neve. Nel tratto pianeggiante antistante la grotta si possono creare sentieri con ghiaietta colorata. Sulla collina si posizionano casette realizzate con cartone opportunamente verniciate. La tradizione del presepe popolare napoletano vuole a fianco della grotta della natività una altra grotta che rappresenta l’osteria. Terminata la costruzione dello scenario bisogna inserire le luci che sono costituite da una o più serie di lampadine a 12 volt dotate di un dispositivo di intermittenza. Approntate anche queste si posiziona il presepe nella sua collocazione definitiva prospiciente ad una parete su cui si è disposta una carta traslucida che rappresenta il cielo stellato. Si passa poi alla sistemazione dei pastori. I pastori devono essere acquistati con un opportuno criterio. Quelli che andranno in primo piano devono essere di dimensione maggiore dimensione che andrà a decrescere man mano che si sale sulla collina e ci si allontana dalla grotta. Fino ad arrivare ai “muschilli” le piccolissime statuette che andranno posizionate in alto. Tutto ciò serve a rendere il senso della prospettiva e lontananza. Tra i pastori non potranno mancare oltre ai canonici : Babino, Madonna e San Giuseppe ed i tre Re Magi, le figure tradizionali del presepe napoletano: Benito, il pastorello con la pecora sulle spalle, gli zampognari con cornamuse e ciaramelle, Ciccibacco col carro di botti e naturalmente gli angioletti e la stella cometa a posizionare all'ingresso della grotta.
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